PRIMA PASOLINI E DOPO IO CON DIO

Considerazioni sulla figura dell’Intellettuale Operante e propositi di Scrittura

Il mio fare, il mio scrivere, il mio dire è tutto in tensione verso la figura di Pier Paolo Pasolini. L’intera mia esistenza si riflette nell’opera di questa anima, simile alla mia, vaga e tenace, diretta e schiva, brillante e grezza. Ogni cosa da lui detta, è comprensibile e ogni cosa sottointesa è leggibile, per me, sua “allieva”; nel modo di pensare ma non né modo di fare.

Egli è stato l’ultimo Intellettuale Operante nel panorama della nostra penisola, in quanto capace di unire narrazione, visione e critica, della società del suo tempo e proiettarla fuori dai confini spaziali, per toccare nuove dimensioni.

Come lui nella storia umana, pochi hanno avuto questa profondità e concretezza.

Si badi, il mio elogio si stabilisce su ciò che la mente ha prodotto, esulando dal considerare l’uomo che è stato, poiché andrei a scendere in quel dibattito becero e contemporaneo, fatto di chiacchere e pettegolezzi, tanto amati dal popolo e tanto disgustosi per il mio essere.

Il modo di fare, come il suo e come tutto quello delle anime “dannate” e elette, tende all’autodistruzione, alla creazione in se stessi di un mondo di tenebra, per cui, ad un certo punto, sarà difficile uscirne, e sarà facile raggiungere la morte.

Così che, la mia vita era tenebra e il mio essere privo di vita, si aggirava sulla terra come albatro incatenato, raggiungendo la volontà di ritornare polvere e cenere.

L’Intellettuale Operante è Luce

Egli, il Padre mi ha fatto ricredere e rinascere. E’ stata la Sua comprensione, del Suo esistere, il manifesto di Suo figlio Gesù Cristo, il Salvatore e l’effusione in me dello Spirito Santo Paraclito, a darmi quella completezza in me per poter essere e avere.

La trinità mi ha reso immortale e la mia Opera è tutta rivolta alla manifestazione della Bellezza che ha creato in me.

L’Essere Autrice e Creatrice, è l’attuazione della Volontà di Dio, fino a divenire ” a sua immagine e somiglianza” per me e per i miei frater.

E in Terrà, a questo punto, avremmo per la prima volta un’intellettuale femmina e cristiana di confessione cattolica romana, raffigurante un possibile modello alternativo di pensiero e di azione nel fare sociale.

Questa è la missione del mio dire e del mio fare.

Autonomia del Pensiero

Tema: Basi della lotta intellettuale

Sono ritornata indietro nel tempo, per poter riprendere dei concetti quasi fuori luogo per i nostri giorni. Sono cresciuta leggendo tante cose, e ammirando chi riusciva a definire con il solo pensiero le cose nuove, le cose pioniere, le cose più avanti.

Eppure mi confondo in questa realtà, dove non c’è nulla di diverso da ciò che si vede negli schermi, nulla di vero ma solo filtrato, nulla di spontaneo, pur sempre modificato.

E io non mi riconosco in nulla di tutto ciò. In nessuna definizione, in nessun gruppo, in nessuna minoranza, se non per quel qualcosa che noi uomini chiamiamo Dio. In Egli mi riconosco e identifico come figlia primogenita.

Da ciò ho formato la mia base, dalle mie origini dentro il Pensiero e il Cuore di Dio; fino ad arrivare alla Lotta.

La lotta cruda e profonda contro ciò che non è vero, ciò che fa nascondere, contro la paura, gli inganni, la schiavitù e la Morte Eterna.

Accettando un’ immagine definibile come falsa, si determina il morire del Pensiero e del Cuore; dove il cuore, sede dei sentimenti, si ammala, come si ammala la mente, sede dei pensieri; e tu rimani un corpo vuoto, senza emozioni e senza pensieri.

Intellettuale è un termine così romantico, e io sono così romantica delle volte. Vi ho pensato al modo di renderlo più attuale, più accattivante e più coinvolgente. Allo stesso tempo, il mio scrivere deve rispettare ciò che è, senza creare un linguaggio complesso, per dare idea di qualcosa che non c’è. Scrivo semplice perché vorrei che tutti comprendessero e iniziassero a pensare, con i loro pensieri e i loro sentimenti; non con i miei o di altri.

Ci terrei però a modificare il significato del termine. Partendo dal presupposto che l’ultimo Vero Intellettuale, per me, è stato Pasolini, che considero come un maestro e come il modello di ciò che non vorrei mai essere; e siccome attualmente nessuno si prende l’onere di definire ciò che fa e ciò che è un’intellettuale nel nostro tempo. Ho il dovere e le facoltà di farlo, di dare un nuovo senso, ricalcando ciò che sono e ciò che vorrei essere.

Un Intellettuale nel 2024 è colui che esprime la Parola, analizzando la realtà con taglio critico e spirituale, abbandonando il giudizio da talk show, la manipolazione emotiva, il catastrofismo e l’eccesso. Rimanendo nel dinamico equilibrio della possibilità, della continua analisi, del continuo studio, della continua riflessione.

Possiamo mettere dei punti sul metodo, sugli intenti, sul linguaggio ma non si può definire la fine.

La Fine è nella creazione dell’Espressione.

XOXO

AUTONOMIA DEL PENSIERO

Intento di Strutturazione

INTRODUZIONE e METODO

Nella mia breve vita, ho sempre avuto a che fare con un tipo di mente ( intesa come complesso celebrale) assai complessa, a tal punto che fino a poco tempo fa, sottostimavo le sue capacità.

Certo è che potrei peccare di presunzione, e di tracotanza, quando elogio il mio brain ma di base riporto soltanto ciò che è. Senza la voglia, né la pretesa di mostrarmi eccelsa agli occhi degli Altri.

Il mio intento è di partire da me per tracciare dei caratteri e un sistema, descrivente “il pensiero autonomo”, in modo tale da riprendere un Discorso Organico su ciò che è già stato detto nella tradizione dei miei amici pensatori.

Perciò avviso già da ora che dividerò il mio lavoro in più paragrafi, dove analizzerò il concetto di Autonomia, di Pensiero; riportando ciò che è stato già detto e ciò che vorrei dire; e infine, formerò il nuovo concetto di “Pensiero Autonomo”.

Va precisato che io non ho chiaro quale sarà il risultato, poiché quando si fa una ricerca possiamo fare delle ipotesi e verificarle, per poi concludere il tutto in una tesi. Di certo quello che desidero è dimostrare come sia essenziale avere un tale tipo di pensiero, per poter avere una visione completa del reale.

Finisco scrivendo:

il Vuoto si riempie nel Nulla.

COSA NON E’ POESIA

Metodo della negazione

La poesia non è prosa, nella dimensione in cui nella poesia si crea e nella prosa si unisce.

Per creazione intendiamo la sistemazione e la determinazione di parole, attraverso nuovi significati e nuovi significanti, in una sintassi di rottura verso gli schemi. Il concetto, invece, di unione nella prosa è articolato con la continuità testuale, in luogo di un’armonia tra soggetto – oggetto – verbo- attributi.

La poesia non è contemporanea.

Nella dimensione temporale, in cui l’uomo proietta il proprio Spirito, prendendo le linee crociane, l’idea di contemporaneità si esprime con la caduta Napoleonica , raggiungendo i giorni odierni e andando a racchiudere in sè tutte le trasformazioni determinanti del mondo attuale.

La poesia nel suo Essere è eterna, senza tempo, misurabile nella forma scritta ma infinita nella sua estensione trascendente.

La poesia non è Arte.

L’Arte è artificio umano, è emanazione tra l’IO e l’ES, in un equilibrio esplicitato nella forma di linguaggio scelto ( figurativo, musicale, visivo,); con lo scopo di comunicare Altro.

La poesia è quell’Altro, un’altra cosa, un’altra arte, un’altra sostanza, un’altro contenuto, un nuovo simbolo.

La Poesia è significato e significante, è rappresentazione e senso, è il Bene e l’Utile.

E’ espressione libera.

Chi sono – chi non sono

Definizione del mio essere

La frase celebre di Shakespeare è un cult della Cultura Pop di ogni tempo, o per lo meno da quando è stata pronunciata. Nulla è più emblematico “dell’essere e non essere, questo è il problema”; e nulla è più difficile nel definire cosa sia l’Essere.

Cambiamo prospettiva. Chiediamo ci perché si sceglie?

La scelta o lo scegliere, è l’atto umano che definisce l’umano, definisce la sua natura fuori dall’istinto, è manifestazione nell’empirico di quello che si è. Quindi ogni volta che scegliamo affermiamo noi stessi e ciò che siamo. Un concetto banale, obsoleto e abusato, ma utile per rispondere alla domanda. Perché si sceglie? Perché siamo.

Cosa siamo? Altra domanda, altra risposta. Siamo esseri. Siamo esseri animati, siamo esseri animati umani.

Ridondante? Forse ma semplice.

Io sono. Mi basterebbe dire, mi basterebbe rispondere così se solo si avesse consapevolezza di ciò che ha di significato, della portata di tale verbo e della forza di affermarlo.

Dio definisce se stesso con: ” sono colui che sono” e il nostro spirito si inibisce a tale magnificenza divina e espressa in modo umano.

Io posso aggiungere che sono Benedetta, una Donna con un Volto.